mercoledì, 11 novembre 2009

Graziano Romani "Zagor King of Darkwood"Dal suo passato nei Rocking Chairs, Graziano Romani ha proseguito un cammino votato al rock n' roll fatto di sangue e sudore, sempre accompagnati dalla sua inconfondibile e caldissima voce. Appassionato di fumetti, il cantautore emiliano ha firmato con Moreno Burattini la bella biografia di Gallieno Ferri "Ferri: una vita con Zagor" (Maggio 2009) anticipando di qualche mese l'uscita di questo splendido concept-album di rock-folk dedicato allo Spirito con la scure, quello Zagor che appassiona da cinquantanni i lettori di tutte le età. Il disco "Zagor King of Darkwood" è uno splendido omaggio musicato di (e da) un fan quale è Romani, alle avventure e ai personaggi protagonisti della serie bonelliana. Lo stesso Sergio Bonelli (ideatore di Zagor dietro lo pseudonimo di Guido Nolitta) dedica un emozionante pensiero a Graziano, arricchendo il booklet insieme ai bellissimi testi in inglese (ma accompagnati dalle rispettive traduzioni in italiano) e agli scatti di Riccardo Landini che ritraggono un Graziano Romani elegantemente genuino. Il pezzo forte della grafica è ovviamente la cover, realizzata da Gallieno Ferri (con i colori di Gian Mauro Cozzi) che dopo centinaia di copertine zagoriane cartacee, ne realizza una destinata alla musica. Una chicca che rende il progetto ulteriormente prezioso e appetibile ai collezionisti e agli appassionati di musica e di fumetti. Lo stile del Maestro è inconfondibile ed è impossibile non riconoscere i vari personaggi che, in fila indiana, vanno a riempire la grafica dell'album: da Zagor a Cico, passando per Guitar Jim! Eccezionale il dischetto, ovviamente rosso, con il logo di Zagor in bella mostra e i fonts figli degli anni settanta. Insomma una vera chicca discografica e artistica che non può mancare nella collezione di qualsiasi appassionato! "Zagor King of Darkwood" è stato accompagnato nella distribuzione da un bel quaderno di 15 pagine che raccoglie testimonianze, citazioni, articoli e copertine inedite di Ferri, rendendo ulteriormente succolento il suo acquisto. Graziano Romani ci regala così non solo un gran bel disco ma anche un pezzo da collezione da non perdere assolutamente!

Graziano Romani "Zagor King of Darkwood"

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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domenica, 01 novembre 2009

Pooh "Ancora una notte insieme"La fuoriuscita di Stefano D'Orazio dai Pooh è stata ampiamente chiacchierata nel mondo dei media ... una separazione dopo decenni di musica insieme, una separazione che non mina l'amicizia che lega i quattro musicisti è destinata a fare notizia. Ecco quindi, che il commiato discografico prende forma con questo doppio album live dal titolo "Ancora una notte insieme", la cui veste grafica è curata da Flora Sala Anastasia con le fotografie di Gianmarco Chieregato. Sebbene la copertina ricordi alcune grafiche degli Eagles, l'asfalto "griffato" che va a perdersi oltre l'orizzonte lascia una sensazione malinconica che deriva non solo dalla colorazione del cielo, quanto dall'interrogativo se quella a cui la band va incontro è una via che porta a un'alba (la rinascita) o un tramonto (la fine di un sodalizio). Osservando in maniera meno pessimista la cover, si potrebbe leggere l'illustrazione semplicemente come l'incamminarsi alla sera, verso il luogo del concerto, del saluto, del commiato all'amico che lascia la band. L'amicizia non a caso, è stata una delle migliori virtù del gruppo ed è sottolineata anche dal booklet, che dedica una pagina ad ogni singolo musicista, il cui ritratto è sempre accompagnato da piccoli scatti dei compagni. Elegante e sobrio, questo doppio album dei Pooh non si carica di bellezza grafica e genialità artistica come le copertine firmate in passato da Luciano Tallarini o Mario Convertino ma certamente, il perchè del suo essere, lo rende importante e degno di nota nella grande discografia dei Pooh.

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

Pooh "Ancora una notte insieme"

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domenica, 27 settembre 2009

Dal 12 al 20 Settembre 2009 c'è stata a Bari il consueto appuntamento con la Fiera del Levante. Grande interesse ha destato lo spazio dedicato alla musica nella rassegna settimanale denominata "E' qui la  Musica" ... uno spazio dove è stato possibile vedere al lavoro diverse radio locali trasmettere in diretta dal proprio stand e approfondire i programmi e le attività dei diversi Conservatori di Musica della regione Puglia. In una sorta di piccola location live (con tanto di palco e piccola platea) si sono tenuti alcuni show dal vivo ma, sopratutto per il tema di questo blog, è stata allestita una esposizione dedicata alle copertine dei dischi. Erano almeno una cinquantina i vinili esposti, tutti rigorosamente originali (ma non tutte prime stampe) e appartenenti sopratutto agli anni sessanta e settanta. Erano presenti alcuni capolavori della grafica musicale come l'immortale "Sgt. Pepper's" dei Beatles, il dirigibile di "Led Zeppelin IV", l'evoluzione dei Monti Rushmore di "In rock" dei Deep Purple, la celebre Banana di Warhol per i Velvet Undergorund (copia non di prima stampa) e alcune celebri copertine di David Bowie, tra le quali la chiacchieratissima "Diamonds Dog". Emozionante il profilo di John Lennon per "Imagine", aggressiva l'acidità punk di "Never mind the bollocks" dei Sex Pistols. Per piacere personale voglio citare altre due copertine presenti e che mi piacciono particolarmente: "More songs about buildings and food" dei Talking Head e "Melting face" di Peter Gabriel. Il percorso (suddiviso tra teche e cornici da parete) si snodava lungo tutto il padiglione, abbracciando anche l'interessante esposizione di materiale e documenti d'epoca dedicati alla musica classica e lirica di Puglia. Insomma, per un appassionato di musica e sopratutto di copertine, la rassegna andata in scena alla Fiera del Levante è stata un appuntamento da non perdere.

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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giovedì, 24 settembre 2009

Dario FoDopo il Premio Mogol e la rassegna Musicastelle, dal 25 Settembre al 22 Novembre il Forte Bard di Aosta ospita una eccentrica mostra d'arte intitolata "In my secret life,  voci su tela dal mondo della musica e dello spettacolo" nella quale settanta artisti italiani e internazionali, giornalisti, attori e scrittori espongono una propria opera pittorica. Un percorso eclettico e variegato nel quale è possibile ammirare i diversi stili, specchio di ogni singola personalità creativa e umana. Appartiene a Massimo Cotto (giornalista e direttore artistico dell'Accademia della Canzone di Sanremo) l'idea di questa emozionante collettiva che, in un articolo di Elena Formenti, racconta al mensile Max: "Diceva Picasso che ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. È così. Questione di sensibilità, talento, grandezza nel fermare l’aria e metterla in cornice. Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Frequento le strade della musica da molti anni e mi sono accorto che i musicisti amano le tele come il pentagramma. E ogni volta che chiedevo loro perché disegnassero, avevo in risposta parole semplici e inconfutabili: scrivere canzoni non è diverso da dipingere, è solo un altro modo per descrivere le immagini che girano in testa fino a quando te la fanno girare, ed è allora che devi trasformarle in qualcosa che qualcuno chiama arte. Se una canzone è un film – pensiamo a quanti brani vivono di suggestioni cinematiche – allora un quadro è qualcosa di più di un fermo immagine, è il trailer di un suono, il punto fermo, la strofa più luminosa, il ritornello più chiaro.". Molti i protagonisti che hanno aderito all'iniziativa e che hanno contribuito con un proprio stile a rendere davvero eclettica una rassegna assolutamente da visitare. A seguire quattro opere esposte al Forte Bard: in senso orario abbiamo il tratto minimale e fumettistico di Luca Carboni, le pennellate vorticose e graffianti di Laura Pausini, i temi sognanti e varipinti di Tricarico, il sensuale aerografo anni 80 di Ivan Cattaneo ... ma voglio citare anche altre stelle della musica qui in veste di pittori o grafici come Elvis Costello, Janis Joplin, Roberto Vecchioni e Paolo Conte. In alto a sinistra, l'opera artistica del Premio Nobel Dario Fo.

Luca Carboni         Laura Pausini

Ivan Cattaneo         Francesco Tricarico

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mercoledì, 12 agosto 2009

PINK FLOYD "A COLLECTION OF GREAT DANCE SONGS" (1981)

Pink Floyd "A collection of a great dance songs"Il sodalizio pluridecennale tra Storm Thorgerson e i Pink Floyd ha generato bellissimi episodi grafici come ogni appassionato sà. Questa raccolta di alcuni successi della band inglese, può essere annoverata in una delle prove più interessanti e gradevoli prodotte dalla Hypgnosis. Incorniciata in uno stile caro a quegli anni ottanta, l'immagine di copertina (fotografia di Tony May) raffigura una radura da campagna americana dove due ballerini di tango sono legati al terreno tramite delle robuste corde, conservando nonostante ciò, una assoluta eleganza nella posa, negli sguardi e nell'abbigliamento. Questo spaccato (senza tempo e senza geografia) è solo l'antipasto del contenuto grafico del booklet nel quale ogni pagina è dedicata ai credits di ogni singolo brano accompagnato da una diversa immagine che richiama il ballo di diverse culture, dalla danza del ventre di "Money", al ballo tribale di "Wish you were here" passando per le movenze scozzesi di "Another brick in the wall". Questa collezione quindi, non solo regala un ascolto tra alcune hits dei Floyd ma getta anche uno sguardo geografico e culturale sulla musica del mondo. Concludo il post con una curiosità legata al disco: alcune tracce sono diverse dalle versioni originali, tra queste spicca sopratutto "Money" che fu interamente ri-registrata da David Gilmour (che suonò tutti gli strumenti sovraincidendoli con le parti vocali) e Dick Parry perchè la Capitol records vietò alla Columbia Records di sfruttare il brano originale negli USA.

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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domenica, 21 giugno 2009

METALLICA "DEATH MAGNETIC" (2008)

Metallica "Death Magnetic"Nel panorama creativo della musica recente, sono sempre più rari i casi di gimmick cover e packaging che esulino dalla semplice riproduzione bidimensionale di una copertina. Questo disco dei Metallica abbraccia proprio una personalissima idea con la realizzazione di un booklet molto elaborato e accattivante. Autore di questo curioso design è Turner Duckworth che riproduce al centro della copertina una fossa funeraria con il feretro posto sul fondo e una serie di frenetici raggi che si espandono dall'orlo della fossa. La particolarità del packaging risulta essere proprio nei diversi strati di terra che conducono alla bara, perchè gli stessi sono ottenuti sagomando le diverse pagine del booklet (vedere foto seguenti) fino appunto all'ultima pagina dove la bara è posta al centro di una raggiante esplosione di luce. Le sagomature sono violente e selvagge, tanto da ritagliare e cancellare parti testuali dei diversi brani e vanno riducendosi di dimensione dalla cover al fondo. Essendo il booklet integralmente "bucato" nel mezzo, il nome della band e del disco sono stampati su una targhetta adesiva trasparente appiccicata sulla plastica esterna della confezione. 

Metallica "Death Magnetic"

Metallica "Death magnetic"

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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venerdì, 19 giugno 2009

DEPECHE MODE LIVE @ ROME (16.06.09)

Depeche Mode live @ RomeIl riscontro a David Gahan di un tumore alla vescica (e immediata operazione chirurgica dall'esito positivo), pareva avesse minato seriamente non solo il tanto atteso tour della band quanto la stessa salute ed energia del vocalist britannico. Niente di tutto ciò. La data romana ha messo in mostra un gruppo affiatato, energico e convincente che optando per una scaletta variegata (qualche pezzo da "Sounds of the Universe" e diverse hits anche di vecchio corso) ha divertito i cinquanta mila fans accorsi (con affanno) allo Stadio Olimpico di Roma. Dico con affanno perchè una delibera del comune di Roma ha obbligato i Depeche Mode ad iniziare lo spettacolo con 30 minuti d'anticipo, cosa che ha provocato una corsa sfrenata nell'impianto da parte dei tantissimi fans tranquillamente impegnati nell'acquisto di gadgets, bevande o cibarie nell'antistadio. L'avvio dello show è quello che ti aspetti, con quella "In Chains" già apertura di S.O.T.U. cui seguono i nuovi brani "Hole to feed" e la ipnotica "Wrong". Nonostante l'avvio sia stentato, come un diesel tocca ai pezzi seguenti (come "Question of time") fare esplodere definitivamente la serata, in quanto da quel momento lo show doventa vorticoso, intenso, ammaliante e sopratutto sensuale nella parabola centrale di "Flying on the widescreen" e "Strangelove". Dave come al solito lascia spazio a Martin Gore per le acustiche "Home" e "Jezebel" ma riprende posto con grinta quando il sound si fa potente con "I feel you" e la granitica "Come back". Stupisce "Peace" rivestita in salsa dance mentre non stupisce la partecipazione eccezionale del pubblico nel cantare a squarciagola "Enjoy the silence", vero picco della serata. Da lì si scivola via con vecchi cavalli di battaglia come "Master and servant" e "In your room" fino al culmine di una massiccia "Personal Jesus". Richiamati sul palco, la band si congeda con il consueto duetto Dave-Martin che per questo tour optano per la delicata "Waiting for the night". Una chiusura che disegna metaforicamente una carezza per tutti i fans accorsi in una afosa notte romana ad abbracciare e salutare con entusiasmo i sempre verdi Depeche Mode.

Depeche Mode Live in Rome

Depeche Mode Live in Rome

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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sabato, 16 maggio 2009

"L'AMORE NON HA FINE" - IL NUOVO ALBUM DI VALENTINA GIOVAGNINI.

Esce il 15 Maggio prodotto da Verba Manent e distribuito da Edel, “L’amore non ha fine”, il cd postumo di Valentina Giovagnini, la giovane artista  scomparsa prematuramente il 2 gennaio scorso che incantò la giuria di Sanremo con il brano “Il passo silenzioso della neve”. Un talento puro quello di Valentina  che ha seguito un percorso musicale unico e originalissimo, ricco di contaminazioni musicali e suggestioni letterarie. In questo lavoro coadiuvata negli arrangiamenti nei testi e nelle musiche dal suo scopritore Davide Pinelli e da Vincenzo Incenzo, l’artista toscana, spaziando dal classico ed elettronico, dal tango al celtico, dal rap alla ballad, ricama dodici brani (più due ghost track) di straordinaria intensità trascinando chi ascolta in un mondo senza tempo carico di poesia ed energia, dove i colori di strumenti senza tempo come la cornamusa o il whistle, si mescolano con ritmiche futuribili e sorprendenti modulazioni vocali, Il brano  traino che dà il titolo all'album è accompagnato da un emozionante video inedito, l'ultimo girato da Valentina. Il cd aiuterà la ‘Associazione no profit Valentina Giovagnini, fondata dalla famiglia, con l’intento di realizzare alcuni progetti di solidarietà sognati dalla giovane artista.

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sabato, 25 aprile 2009

GINEVRA DI MARCO "DONNA GINEVRA" (2009)

Ginevra Di Marco "Donna Ginevra"Abbandonata l'avventura P.G.R. e intrapresa la carriera solista, Ginevra Di Marco dopo il frizzante rock di "Disincanto" e in parallelo al progetto "Stazioni Lunari" ha mosso le proprie attenzioni creative e culturali verso la musica tradizionale regionale italiana e mondiale. "Donna Ginevra" è il secondo capitolo di questa rotta artistica; un secondo attracco dove Ginevra si cimenta con i canti popolari (italiani, regionali ed internazionali). Bene si sposa a questo concetto, la copertina e tutto il packaging firmato dallo studio Funambolo del chitarrista di Ginevra, Andrea Salvadori con le fotografie firmate da Angelo Trani. Il concept ruota interamente sulla barchetta di legno intitolata al disco sulla quale una "vedetta" Ginevra è attenta (e serena) nel procedere spedita verso nuovi lidi. Scenografia minimale ma molto colorata e sognante, viene ripetuta anche sul retro del booklet e nella pagina centrale quando accoglie in posa scherzosa Ginevra, Francesco Magnelli e lo stesso Salvadori. Le paginette del libretto presentano i testi dei brani e una serie di piccole illustrazioni geografiche corrispondenti alle varie canzoni (ad esempio una cartina geografica della Macedonia per "Usti usti baba" o una veduta di Roma per "Il crack delle banche"), tutte accompagnate dalla solita e indomita barchetta di copertina. Complessivamente "Donna Ginevra" attrae e mitiga belle sensazioni con i suoi colori accesi, variopinti e sognanti con una grafica nonostante ciò sobria, equilibrata e molto amichevole. L'affinità delle scelte grafiche con i sentimenti e le motivazioni artistiche del progetto musicale creano un connubio equilibrato che viene ottimamente rappresentato tanto in grafica quanto in musica.

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

lunedì, 20 aprile 2009

NUOVO ALBUM PER I C.F.F. E IL NOMADE VENERABILE

"Lucidinervi" è il nuovo cd dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, disponibile da maggio nei negozi di dischi e nei digital music stores. Multiforme nel genere e policromo nelle liriche, risplende delle partecipazioni di Paolo Benvegnù e Guglielmo Ridolfo Gagliano, Paolo Archetti Maestri e Fabio Martino (Yo Yo Mundi), Franz Goria (Petrol) e Umberto Palazzo (Santo Niente). Sarà pubblicato da Otium Records e distribuito da C.N.I. "Lucidinervi" verrà presentato ufficialmente e in anteprima nazionale il 25 aprile presso il c.s. Cloro Rosso di Taranto, occasione nella quale i C.F.F. e il Nomade Venerabile divideranno il palco proprio con i Petrol dell'ex Fluxus Franz Goria e dell'ex Marlene Kuntz Dan Solo.

Info: www.cffeilnomadevenerabile.com

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